Lavoro accessorio

Lunedì, 20 Luglio 2015
Pubblicato in News Nazionali

Decreto legislativo n. 81 pubblicato in G.U. n. 144 del 24 giugno 2015 recante “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della disciplina delle mansioni, in attuazione dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”.

Capo VI

Lavoro accessorio Art. 48 (Definizione e campo di applicazione) 1. Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro nel corso di un anno civile, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell' indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati. Fermo restando il limite complessivo di 7.000 euro, nei confronti dei committenti imprenditori o professionisti, le attività lavorative possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro, rivalutati annualmente ai sensi del presente comma. 2. Prestazioni di lavoro accessorio possono essere altresì rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite complessivo di 3.000 euro di compenso per anno civile, rivalutati ai sensi del comma 1 da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito. L'INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio.

Commento dell’Ufficio Legislativo INCA

Il comma 2 dispone la messa a regime della previsione, attualmente disposta in via sperimentale per il 2013 e il 2014, che consente ai percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito di rendere prestazioni di lavoro accessorio, rese nell’ambito di qualsiasi settore produttivo, compresi gli enti locali, entro il limite complessivo di 3000 euro di compenso per anno civile.