COMUNICATO STAMPA “PENTECOSTE”

Sabato, 30 Maggio 2015
Pubblicato in News Territoriali

Nei giorni scorsi si sono sprecati fiumi di parole, come d'altronde ogni anno, sulla questione "Pentecoste/Pfingsten a Lignano", dimenticando regolarmente un punto di vista fondamentale: quello delle Lavoratrici, dei Lavoratori e quello del cliente utilizzatore diciamo “standard” e pagante. Da dieci anni si sentono e si leggono polemiche che si trascinano nelle due settimane successive al weekend in questione senza però arrivare mai a trarre delle conclusioni, con l’inevitabile alzata di scudi di una decina di Imprenditori che, unicamente loro, guadagnano in quelle giornate. Proviamo a spiegare alcuni aspetti di come vengono organizzati gli spazi durante queste giornate: ai “pentecostari” viene assegnata una zona di spiaggia. Questa zona di spiaggia è attrezzata con Ombrelloni Bianchi modello VIP, 128 per l’esattezza. Ai clienti abituali e “standard” vengono assegnati degli ombrelloni nella stessa zona, ma recintati e controllati da almeno un bagnino di terra presente per tutto l'arco di tempo della festa. Fin qui tutto bene, più o meno, se non fosse che negli ultimi anni il numero di persone aumenta e la zona "assegnata" (ci pare tra l’altro gratuitamente) non è più sufficiente, tanto che si estendono, comprensibilmente, fino a coprire un terzo dell'Ufficio Spiaggia più vicino. L’attività di controllo della spiaggia è affidata ai bagnini di terra e a loro è chiesto di spiegare al cliente pagante, magari con l'ombrellone proprio accanto a quello occupato "semi-abusivamente", quale sia la situazione. La maggior parte delle volte il cliente riesce a capire le difficoltà ma non sono rari i casi in cui i lavoratori ricevono critiche e ingiurie senza aver nessuna responsabilità. Immaginiamo lo stesso, se non peggio, possa accadere nei bar e nei negozi, così come nelle hall degli alberghi e nei ristoranti. ​Trascorrono poi le settimane e il cliente sembra ormai essersi dimenticato della Pentecoste, ma con il movimento della sabbia, nonostante l’utilizzo quotidiano delle retine da parte dei Bagnini e un paio di passaggi con le macchine pulitrici, riaffiorano letteralmente i ricordi di quel week-end, attraverso i mozziconi di sigarette o i vetri di bottiglie, quelle stesse bottiglie di vetro ci risulta vietate dalla legge in spiaggia. ​Ci piacerebbe conoscere non solo gli incassi che i pubblici esercizi hanno avuto, ben per loro sia chiaro, ma anche alcune cifre sulle lavoratrici e sui lavoratori impiegati in quelle giornate e sulle modalità con le quali sono stati retribuiti. ​Immaginiamo infatti che molti siano stati retribuiti attraverso i famigerati buoni lavoro (cd. Vaucher lavoro), e crediamo quindi che non vi sia stato alcun rispetto delle normative ad esempio su orario massimo di lavoro, pausa, ne sulle condizioni di sicurezza. ​Siamo convinti che Lignano Sabbiadoro possa legittimamente aspirare e debba necessariamente ambire ad un turismo diverso, basato sulla qualità dell’offerta al cliente. Vorremmo che le Imprese capissero (e ce ne sono di Imprese che lo capiscono) che tale qualità parte proprio dalle Lavoratrici e dai lavoratori del settore, dalla loro formazione e dalla loro valorizzazione, passando tutto anche attraverso le modalità di assunzione e i livelli retributivi. Un turismo che sappia offrire più alternative, dal turismo family a quello legato al singolo evento, dal turismo sportivo a quello culturale ed enogastronomico, una dimensione “friendly” che in grado di consegnare e redistribuire ricchezza a tutto il territorio e a tutte, tutte, le categorie economiche interessate, compresi, se non soprattutto, permetteteci, le lavoratrici e i lavoratori.

Udine, 29 maggio 2015 ​

p. FILCAMS CGIL UDINE ​ Francesco Buonopane

Ultima modifica il Sabato, 30 Maggio 2015 12:41